LA STAFFETTA DI CANAPONE - UNA CORSA "SPECIALE"

Con l'approssimarsi dell'evento cresce l'attesa per una manifestazione che, pur essendo soltanto alla seconda edizione, ha calamitato l'interesse degli appassionati anche per la particolare formula di composizione delle squadre.

Infatti, si è cercato di favorire una competizione in cui tutti abbiano la possibilità di competere per il primo posto. Che poi tale scopo sia stato pienamente raggiunto è un altro discorso, anche perché, come in tutte le cose, le migliori intenzioni cozzano spesso con una realtà difficile da piegare al proprio volere.

Ad ogni buon conto, percepite talune perplessità e osservazioni su vari aspetti della corsa, nell'intento di fare chiarezza sui punti salienti della gara, si è pensato di buttar giù alcune considerazioni "tra il serio ed il faceto" (a vantaggio magari più del secondo che del primo anche per evitare che l'eventuale lettore non del tutto addentro alle problematiche dell'atletica possa pensare di trovarsi di fronte a soggetti con problemi...non propriamente fisici), cercando di "spaccare il capello in quattro" onde poter anche dimostrare di aver operato in totale buona fede e - perché no? - con una certa dose di competenza.

Prima di soffermarsi sugli aspetti salienti che caratterizzano la gara, diamo alcune informazioni e raccomandazioni:

 

- E' bene presentarsi per tempo nella zona di partenza al fine di prendere visione, per chi non lo avesse ancora fatto via internet, della composizione della propria squadra e verificare l'ordine di partenza.

- I pettorali saranno consegnati in un'unica busta, non appena verificata la presenza di tutti e quattro i componenti la staffetta.

- per aggiungere un ulteriore pizzico di competitività alla manifestazione è stato deciso di assegnare un riconoscimento (medaglia d'argento formato portachiavi) all'atleta che realizzerà il miglior tempo in ognuna delle otto fasce di merito in cui sono stati suddivisi i concorrenti (per evidenti ragioni di capienza alcuni staffettisti sono stati collocati in fasce diverse nonostante sia stato loro assegnato lo stesso tempo. Pur considerando che in alcune situazioni (ma solo in alcune) ciò potrebbe risultare sfavorevole, per quest'anno non si è potuto fare altrimenti. Vedremo di trovare una più equa soluzione per il prossimo anno).

 

Premesso quanto sopra, vediamo di individuare i cardini con cui si è cercato di raggiungere (o quantomeno avvicinare) lo scopo di garantire una gara dal finale incerto, aperto a qualsiasi soluzione.

Per prima cosa si è tentato di ottenere squadre sostanzialmente omogenee, per poi adottare un "correttivo tecnico" che favorisse ulteriormente tale sostanziale uguaglianza.

Orbene,  per ottenere una totale omogeneità di potenziale fra le varie staffette bisognerebbe far sì che, almeno sulla carta, tutte le squadre avessero gli stessi tempi complessivi, cosa peraltro possibile se solo si potesse scegliere nell'ambito di un'ampia gamma di atleti. In sostanza, presa come riferimento la media dei tempi fatta registrare dalle staffette in occasione della prima edizione, si potrebbe procedere alla formazione delle squadre scalando dal tempo complessivo quello degli staffettisti selezionati e scegliendo come ultimo frazionista un atleta con potenziale pari al tempo residuato.

Tale sistema, però, si scontrerebbe con il progressivo esaurimento delle risorse a cui attingere e determinerebbe poi la necessità di lasciar fuori i concorrenti con lo score non in linea con i tempi richiesti per il completamento di ogni singola squadra.

Un compromesso con quanto appena rappresentato è dato invece dalla soluzione adottata, che cerca infatti di abbinare atleti con diverse potenzialità al fine di ottenere, almeno in linea di massima, una sostanziale omogeneità e di lasciare al caso (il fattore K, si sa, è presente in ogni azione della nostra vita) la parte che si discosta dalla citata uguaglianza. In effetti, la ripartizione dei concorrenti in 8 fasce di merito favorisce un discreto livellamento, tanto che i tempi complessivi di ogni singola staffetta si equivalgono o si discostano di pochi secondi nella maggior parte dei casi, mentre la differenza fra la squadra con il migliore score (17'25") e quella con il peggiore (18'49") è di soli un minuto e 24 secondi.

Al riguardo si osserva peraltro che il tempo assegnato a ciascun concorrente esprime una "potenzialità di massima" che potrebbe non essere confermata in gara, considerato che, nella ricerca di un criterio il più oggettivo possibile, è stata presa in considerazione una gara, quella di Follonica, ormai datata, a cui diversi  non hanno nemmeno partecipato.  Mentre coloro che l'hanno corsa possono essere stati nel frattempo oggetto di infortuni, cali di rendimento, carenza di allenamento, ecc. ecc. (tutte cose queste che vanificherebbero lo score assegnato), la potenzialità calcolata per gli altri riveste un carattere molto meno "asettico" in quanto si è dovuto applicare un ragionamento del tipo "se tizio ha corso a Follonica in x minuti al km ed a Castiglione o Porto Ercole in y minuti al km, Caio avrebbe ottenuto a Follonica un tempo di xy minuti al km, considerando che a Castiglione o Porto Ercole ha fatto registrare il tempo di yy minuti al km".

Peggio che "andar di notte" per chi, non avendo disputato gare nel 2010 o non avendo fornito informazioni al riguardo, si è visto assegnare il tempo impiegato nella staffetta dello scorso anno.

Davvero il famoso polpo Paul, oltre ad aver indovinato i risultati delle partite ai recenti mondiali di calcio, forse avrebbe saputo far meglio!!

Veniamo ora al "correttivo tecnico".

E' risaputo che, solitamente, il più forte corre l'ultima frazione, soprattutto perché la sua potenzialità viene ulteriormente esaltata dalla concitazione finale che prelude alla conclusione della gara. Inoltre, ricevendo il testimone quando è già lanciato, ha la possibilità di ampliare il divario di velocità che vanta rispetto ai propri compagni di squadra (si trascurano ovviamente altre considerazioni che hanno valenza soltanto per le gare in pista).

Quanto sopra vale anche, seppur in misura modesta (diciamo qualche secondo) per la Staffetta di Canapone. Nella fattispecie, infatti, i tempi vengono presi nel momento in cui i concorrenti passano sulla linea del traguardo, dopo aver ricevuto il testimone già qualche decina di metri prima. Ne consegue che, mentre il primo frazionista percorrerà l'intero percorso (meno le ultime decine di metri), i due di mezzo faranno l'intero giro per far partire l'ultimo che, di fatto, percorrerà tutto il circuito (più le ultime decine di metri). Tutto ciò fa scaturire due considerazioni:

- la formazione ottimale sarà quella con il frazionista più lento posto in prima frazione ed il più veloce in ultima;

- i tempi fatti registrare dai primi tre concorrenti saranno influenzati (parliamo ovviamente, al massimo, di qualche secondo), dalle prestazioni del compagno successivo, mentre soltanto l'ultimo, dopo aver influito sul rendimento del terzo staffettista, avrà determinato per intero la propria performance.

Le predette riflessioni hanno indotto a sorteggiare anche l'ordine di partenza, in modo da ottenere in qualche caso un seppur ridotto correttivo ad un sorteggio favorevole nella composizione della squadra ed a favorire comunque una maggiore incertezza sull'esito della manifestazione (dopo tale dissertazione si raccomanda lo scrupoloso rispetto dell'ordine di partenza assegnato, ripromettendoci peraltro di effettuare gli opportuni controlli, che potrebbero anche portare alla squalifica della squadra non in regola).

Al riguardo si è ritenuto invece di non accogliere taluni suggerimenti circa la composizione di frazioni omogenee (composte cioè da concorrenti appartenenti alla medesima fascia di merito) in quanto avrebbero potuto togliere spettacolarità alla gara che invece, con l'attuale formula, potrebbe anche vedere una volata a due, con esito tutt'altro che scontato, fra un concorrente da 3'30" al km ed uno da 6' al km: sarebbe infatti sufficiente che quest'ultimo ricevesse il testimone con un vantaggio superiore anche di un solo secondo al gap che lo divide sull'intero giro dal primo per poterlo battere in volata. Bello no?

L'aggiunta di altre considerazioni potrebbe a questo punto avallare l'impressione del già citato "lettore disinteressato" di aver a che fare con soggetti..... bisognosi di cure veramente particolari.

 

Maurizio Baroni